io
regina
meduse
 
arturo
gloria
 
Dove va regina quando esce di casa? E perché si fa chiamare così? Cosa c’è di vero nelle storie fantastiche che si inventa per dare un senso alle sue assenze? Non c’è modo di saperlo per suo figlio Jacopo, perché Regina parla solo la lingua ambigua e immaginaria dei racconti che si inventa. Così l’infanzia di Jacopo scorre senza risposte, con una nonna analfabeta e primitiva e una madre inafferrabile, fino a quando una videocassetta gli finisce tra le mani e il segreto tanto ben custodito si spezza. Il mondo di Regina, però, anziché chiarirsi si fa ancora più oscuro perché lei, la guardiana dei misteri, muore suicida. E’ a questo punto che il romanzo inizia, da quando il giovane protagonista deve cominciare a capire in cosa consiste, realmente, la sua eredità. Per riuscirci, Jacopo dovrà affrontare, privo di ogni mezzo tranne l’immaginazione, una serie di prove, a partire dal confronto con il mondo dei film hard a cui sua madre apparteneva.
Ad accompagnarlo in questo viaggio, che si pone al tempo stesso come ritorno a casa e come uscita necessaria dai reami dell’infanzia, una spia in missione speciale, una pantera in fuga, apparizioni di vampiri, e altre architetture notturne.